Rocchetta

È chiamata Rocchetta la torre quadrata, appartenuta allo storico sistema difensivo del rione di Mura, che si affaccia sul vecchio ponte romano ed è contrapposta al Castello e alla Torre del Popolo.
Le ricostruzioni storiche fanno risalire la costruzione della Rocha Parva allo stesso periodo in cui venne realizzata la Rocha Magna (l’attuale Castello), ovvero tra IX e X secolo. È logico del resto supporre che il sorgere di due fortilizi contrapposti debba essere stato pressoché contemporaneo e dettato da identiche (ma contrapposte) necessità, il cui denominatore comune è da ricercare nella volontà di difendere l’attraversamento del fiume Oglio nel punto dove ancora oggi si trova il vecchio ponte. In altre parole, la Rocha Parva, oltre a controllare il traffico sul vicino ponte, era il baluardo di Mura, sulla sponda bergamasca dell’Oglio, contrapposta alle difese bresciane che comprendevano il fortilizio sul medesimo ponte e l’anzidetta Rocha Magna.
Posta dunque a capo delle imponenti difese bergamasche lungo il fiume, che raggiunsero l’apice della loro espansione nella prima metà del XIII secolo, la Rocha Parva era formata dalla Rocchetta: un’alta torre da cui si dipartivano le mura e il fossato, una porta fortificata e gli alloggi per il castellano e la guarnigione. A ogni modo, dopo la seconda pace di Mura del 1192, in seguito all’unificazione in un solo Comune dei due precedenti nuclei urbani contrapposti, la Rocha Parva venne progressivamente perdendo la propria importanza. Nella prima metà del XV secolo essa era ridotta piuttosto male e le varie azioni belliche a cui fu sopposta contribuirono a renderla ancora più malconcia, tanto che nella seconda metà del secolo venne abbandonata e subì smantellamenti e mutilazioni continuati per diversi secoli. Un analogo destino ebbe peraltro anche la cinta muraria dei due antichi nuclei urbani.
Della Rocha Parva rimane quindi oggi solo la Rocchetta: una torre a base quadrata, trasformata nel corso del XVII secolo in un campanile dotato di cella campanaria e di un grande orologio.
La Rocchetta si trovava originariamente inserita in un complesso fortificato (la Rocha Parva), progressivamente smantellato, difficile da ricostruire nelle sue forme e dimensioni. Si sa tuttavia per certo che essa, come un grandioso rivellino, si apriva a guisa di porta direttamente sul ponte dell’Oglio: era la cosiddetta porta pontis Olii versus rochetam contrapposta a un’altra porta fortificata posta all’imboccatura opposta del medesimo ponte e chiamata probabilmente porta pontis Olii versus plateam magnam, altrimenti nota come “torrazzo”. A sua volta la Rocchetta possedeva un porta di ingresso, detta porta rochetae, i cui doppi battenti erano rinforzati all’esterno da chiodi e placche metalliche.
Essa era il punto di partenza di un terrapieno e di un fossato che circondavano il rione di Mura e giungevano sino alla Torre Rotonda (o Torrione) prima di scendere nuovamente verso il fiume, sull’attuale lungo Oglio, dove, nel contiguo giardino pubblico, ancora oggi si possono vedere alcuni dei resti di queste antiche mura.
Il ruolo militare della Rocchetta è intuibile grazie ai resti della torre stessa: sul lato nord sono visibili alcune monofore, mentre sul lato sud i supporti, in pietra di Credaro, sui quali poggiavano i graticci che proteggevano i soldati nelle ore diurne.
Come detto, la Rocchetta venne poi trasformata in campanile con orologio. Per raggiungere la cella campanaria esiste ancora l’originale scala a chiocciola in pietra di Sarnico; la tessitura muraria della torre non è invece omogenea: negli spigoli è costituita da blocchi squadrati di pietra, mentre il resto è composto da ciottoli di fiume e mattoni. La torre termina infine con quattro aperture arcuate, che formano la cella campanaria, rette da pilastri e coperte da un tetto di legno e tegole.

Ultima modifica: Ven, 05/02/2016 - 16:45