Descrizione
Sulla mappa napoleonica del 1810 l’edificio risulta poi indicato con la tipica struttura della cascina rurale con corte e brolo. Quest’ultimo, qualche anno più tardi, nel 1827, terminata da parte degli Austriaci la costruzione del nuovo tronco stradale (l'attuale via Bergamo), che dal ponte dell’Oglio passando davanti alla chiesetta di San Sebastiano proseguiva in direzione di Bergamo, veniva notevolmente ridimensionato visto che non si estendeva più fino alla riva del fiume.
Nel 1834 l'intero edificio venne ceduto da Carlo Urgnani al nobile e ricco Gioachino Vallucci, il quale lo trasformò in residenza signorile, abbattendo l’ala est, creando un nuovo ingresso padronale dalla strada postale e dando in generale al complesso l’aspetto di una tipica villa ottocentesca. Circa trent’anni dopo, il 17 novembre 1862, la vedova Vallucci cedette la proprietà a Pietro Galignani, il quale a sua volta nel gennaio del 1879 la vendette al famoso decoratore Antonio Rampana. Quest’ultimo dopo essersi unito in matrimonio con la maestra clarense Annunciata Cicogna, nel 1890, intestò la villa alla moglie; l’anno seguente morì annegando mentre cercava di attraversare il fiume Oglio.
La giovane vedova decise allora di risposarsi, non senza qualche resistenza da parte del padre, con Eduino Damioli, nipote del defunto marito, anch’egli pittore e maestro decoratore-stuccatore, che contribuì con la sua opera a un ulteriore abbellimento della villa. La loro unione durò fino al 1921, quando la donna morì, unica erede delle fortune paterne e del primo marito Rampana, lasciando tutti i propri beni (compresa la villa) al marito. In lui si accentrarono dunque le proprietà delle due famiglie (Cicogna e Rampana), per questo, il 14 giugno 1930, dispose per testamento che la propria abitazione e il suo patrimonio divenissero sede di una fondazione culturale, intitolata alle due famiglie.
La Fondazione, non dimenticando nel frattempo il suo debito di riconoscenza verso la donazione del Damioli, nel 2011, ha deciso di dedicargli il parco pubblico aperto alla popolazione e do-tato di alberi secolari di gran pregio.
La Fondazione Cicogna-Rampana è un’istituzione che si occupa della raccolta e dello studio delle memorie storiche locali, costituitasi nel 1988.
Le radici della Fondazione affondano nel lascito testamentario di Eduino Damioli, figlio di Antonio e Chiara Rampana, sorella del decoratore Antonio Rampana e del patriota palazzolese Giovanni Rampana. Con il suo testamento, datato 14 giugno 1930, Eduino Damioli dispose che tutti suoi beni fossero destinati alla costituzione di una Fondazione benefica con la finalità, tra l’altro, di raccogliere e conservare nella propria casa tutto quanto ricordasse la storia di Palazzolo, in relazione a eventi e persone del paese.
La Fondazione ha sede all’interno del palazzo Cicogna-Rampana, con ingresso da via Mura e da via Garibaldi; dispone di un ampio parco verde riqualificato e inaugurato nel settembre 2001.
Dal 2004 nell’ala che si affaccia su via Mura è stata allestita una raccolta museale, ribattezzata come museo della città. Si tratta di un allestimento iniziale (embrionale) di quello che potrà essere il museo della città, in cui sono esposti documenti, mappe, fotografie, testi, attrezzature e macchinari che ripercorrono la storia agricola, industriale, artistica e socio-culturale di Palazzolo fin dall’antichità.