***RIMANDATO A AUTUNNO 2026*** Palazzolo sull’Oglio celebra Angelo Brescianini a dieci anni dalla scomparsa 

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Palazzolo sull’Oglio, 13/05/2026 – A dieci anni dalla scomparsa dell’artista Angelo Brescianini — per molti in arte Il Giulol'Amministrazione Comunale di Palazzolo sull’Oglio presenta un’esposizione che celebra il percorso artistico radicale e inconfondibile di un uomo profondamente legato alle sue radici palazzolesi. 

Si tratta di Lampi di Luce, Frammenti di Tempo: la mostra che raccoglie opere storiche, superfici in acciaio inox, alluminio e cristalli, offrendo una panoramica completa sulla ricerca dell’artista che ha saputo trasformare l’arma da fuoco — in particolare, la pistola — in uno strumento di precisione per l’espressione della propria cifra stilistica; probabilmente l’unico al mondo. 

Una mostra che è tra i fiori all’occhiello dell’edizione 2026 de Le Meraviglie della Terra del Fiume: la grande stagione turistica ed esperienziale di Palazzolo sull’Oglio, che proseguirà con mostre, eventi e molto altro fino a domenica 7 giugno. 

Non solo. In occasione di questa ricorrenza, l’Amministrazione del Sindaco Cossandi ha inoltre promosso il restauro dell’opera Reverse (2014), collocata nel Parco Life e dedicata al tema della lotta alla violenza di genere. L'intervento, conclusosi con la re-inaugurazione dell'11 aprile 2026, è stato realizzato in collaborazione con la Rete di Daphne e le aziende palazzolesi Manessi e Gritti, a testimonianza del legame indissolubile tra l'artista, il tessuto produttivo e il territorio. 

LA MOSTRA
Lampi di Luce, Frammenti di Tempo
verrà inaugurata sabato 23 maggio alle 16.30 nei suggestivi spazi di Villa Ugo Küpfer, al Parco delle Tre Ville. Sarà poi visitabile fino al 14 giugno ogni sabato (15.00-18.00) e ogni domenica (10.00-12.00 e 15.00-18.00).

Il percorso espositivo è costruito per illustrare e omaggiare l’artista: dal sodalizio degli anni Ottanta con Horacio García Rossi e l’indagine sull’arte op-cinetica, al superamento della meccanica a favore della fisica pura, fino a giungere al suo tratto distintivo: l’uso della pistola per plasmare le sue opere. 

Infatti, attraverso lo sparo, Brescianini dà vita alla bugnatura del metallo: una tecnica in cui il colpo non lacera la superficie ma la trasforma, generando rilievi che catturano, rifrangono e moltiplicano la luce. La superficie metallica non subisce passivamente l’impatto, ma sembra respirare, deformarsi e restituire volume e luminosità. In questo processo, l’arma da fuoco viene completamente redenta dalla sua funzione originaria e trasformata in un mezzo di rivelazione estetica. 

«Il metallo vuole respirare. Basta dargli il colpo giusto», ripeteva spesso l’artista, sintetizzando una ricerca costruita su precisione assoluta, controllo del gesto e continua sperimentazione. Ogni elemento — distanza, inclinazione, pressione, risposta della materia — era calibrato con rigore quasi scientifico, pur mantenendo intatta la vitalità imprevedibile dell’opera. 

«A dieci anni dalla scomparsa di Angelo Brescianini, la nostra Città sceglie di ricordarlo con un gesto vivo e profondamente radicato nel presente — commenta il Sindaco di Palazzolo sull’Oglio, Gianmarco Cossandi —. La mostra in Villa Ugo Küpfer rappresenta molto più di un omaggio: è un atto di riconoscenza collettiva e un momento di restituzione alla comunità di un patrimonio artistico e umano che continua a esprimere forza e attualità, nonché la ricchezza culturale del nostro territorio. Brescianini è stato un uomo profondamente legato alle proprie radici palazzolesi e noi vogliamo omaggiare il suo preziosissimo contributo alla costruzione della nostra identità culturale». 

«Angelo Brescianini è stato un artista capace di percorrere sentieri unici, trasformando strumenti e linguaggi oltre la loro abituale concezione — aggiunge l’Assessore alla Progettazione Culturale, Marina Bertoli —. Nelle sue opere il gesto si fa evento e la luce emerge come presenza viva. Questa iniziativa si inserisce nel nostro costante impegno per la valorizzazione della cultura come elemento fondamentale per lo sviluppo e la coesione della comunità. Desideriamo esprimere una sincera riconoscenza alla famiglia dell’artista, in particolare alla moglie Olga e al figlio Alberto, per la sensibilità dimostrata nel rendere possibile questo percorso espositivo che educa alla bellezza e proietta la nostra identità verso il domani». 

«Ricordare Angelo oggi, in un tempo in cui la violenza sembra occupare ogni spazio del nostro quotidiano, significa anche ricordare il senso profondo della sua ricerca e del suo pensiero — dichiara Olga Busoni, vedova dell’artista —. Angelo era un uomo profondamente pacifista: nelle sue mani l’arma perdeva ogni significato offensivo per diventare uno strumento di creazione, quasi un pennello capace di generare luce, materia ed emozione. La sua arte era una trasformazione continua della forza in bellezza, del fragore in poesia. Credo che questo messaggio, oggi più che mai, abbia ancora qualcosa di necessario da dire».

«Dove altri vedevano il fragore, Angelo scolpiva la luce. Il suo non era un gesto di violenza, ma una forma di trasformazione: il proiettile diventava il tramite immediato tra pensiero e materia, tra intuizione e luce — afferma il curatore della mostra Antonio Falbo, che con l’artista ha condiviso anni di ricerca e collaborazione —. Con Angelo Brescianini ho condiviso molto più di un semplice rapporto professionale: il nostro era un dialogo continuo, fatto di intuizioni, ricerca e fiducia reciproca. Ho visto nascere le sue opere nel silenzio dello studio, tra metallo, luce e detonazioni controllate, comprendendo come il suo gesto non fosse mai distruzione, ma trasformazione. Angelo riusciva a compiere qualcosa di unico: addomesticare la forza dell’arma fino a convertirla in linguaggio poetico. Dove altri avrebbero visto violenza, lui trovava equilibrio, ritmo, luce. Ogni colpo impresso sulla lastra diventava una forma di pensiero immediato, un passaggio diretto tra intuizione e materia. Credo che la sua grandezza risieda proprio in questa capacità irripetibile di trasformare un mezzo nato per ferire in uno strumento di rivelazione estetica».
 

Luogo
Villa Ugo Küpfer - Centro Diurno Orsatti, Via Giuseppe Zanardelli, Palazzolo sull'Oglio, BS, Italia

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