Diventeranno «Casa Francesca» e «Ricaricasa»
Data Pubblicazione:
13 Ottobre 2026
Tempo di Lettura:
5 minutiUltimo Aggiornamento:
13 Ottobre 2026 16:10
Argomenti:
Diventeranno «Casa Francesca» e «Ricaricasa»
Data Pubblicazione:
13 Ottobre 2026
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5 minutiUltimo Aggiornamento:
13 Ottobre 2026 16:10
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Palazzolo sull’Oglio, 13/10/2026 – I due i beni immobili, sequestrati a Palazzolo sull’Oglio nell’ambito della lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, è già destinati negli scorsi anni a finalità sociali dall’Amministrazione Comunale, sono ora stati affidati alle realtà che li utilizzeranno.
Infatti, è stata perfezionata nei giorni scorsi la concessione degli spazi a due realtà attive in ambito sociale, a conclusione della procedura avviata nei mesi scorsi, finalizzata ad individuare soggetti del privato sociale cui affidare la gestione degli stessi. Nello specifico, si tratta di un bilocale sito in via Val Padana e di una villa in via Bonari. Beni che, come da disposizioni di legge, possono essere acquisiti solo per finalità istituzionali, sociali o economiche (o, in caso di monetizzazione, con vincolo di destinazione dei relativi proventi a finalità sociali).
Con questo passaggio si conclude il percorso avviato dall’Amministrazione di Palazzolo sull’Oglio in linea con le finalità e con gli obiettivi dell'Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla Criminalità (ANSBC).
BILOCALE IN VIA VAL PADANA
Per quanto riguarda il bilocale, l’indirizzo dell’Amministrazione è stato quello di destinarlo all’accoglienza di donne vittime di violenza, per favorire la fase dell’indipendenza economico-abitativa, o anche di nuclei mono parentali con presenza di minori che necessitano, oltre che di un alloggio autonomo, anche di un accompagnamento educativo.
L’immobile è stato concesso in uso alla Fondazione Galignani che ha proposto un progetto di gestione che identifica lo spazio come «Casa Francesca», destinato ad essere un'abitazione per donne sole o con figli minori che, dopo la fase di emergenza, potranno sperimentare una nuova autonomia supportata e protetta. Un passaggio per aiutarle ad avvicinarsi ad un progetto di autonomia abitativa e lavorativa, grazie anche ad un importante supporto educativo.
VILLA IN VIA BONARI
Per ciò che riguarda la villa, invece, la finalità di carattere sociale è stata preceduta da specifici interventi di adeguamento dei locali, per garantirne la piena accessibilità.
Lavori per i quali l’Amministrazione del Sindaco Gianmarco Cossandi ha ottenuto da Regione Lombardia circa 96 mila euro, grazie alla partecipazione a un bando regionale che finanzia proprio la ristrutturazione di beni confiscati alle mafie. Una decisione in linea con l’operato generale dell’Amministrazione che opera per creare progetti di primo piano, meritevoli di finanziamenti, così da realizzare molte opere senza pesare sulle casse pubbliche.
In questo caso, l’intenzione e indirizzo dell’Amministrazione è stata quella di prevedere un progetto di co-housing che, in ragione delle caratteristiche dello spazio, preveda la coabitazione di persone anziane o di persone con disabilità o di altre tipologie di persone che presentano specifiche fragilità, accompagnato da interventi educativi e assistenziali.
L’immobile è stato messo a disposizione della Cooperativa Sociale P.A.E.S.E., che ha presentato il progetto «RICARICASA - progetto di Recovery. Un bene liberato, una casa possibile» in collaborazione con ASST Franciacorta.
L’obiettivo è di destinare la villa ad abitazione di persone con fragilità psichica, che possano così intraprendere un percorso di “ripresa” di autonomia, in un contesto non istituzionalizzato e volto a favorire la relazione fra individui. I destinatari saranno persone già in carico ai servizi di ASST Franciacorta, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, con condizioni cliniche sufficientemente stabilizzate.
«Con la concessione, mediante avviso pubblico, di questi due immobili a realtà del territorio impegnate nel sociale, si conclude un lungo percorso che restituisce pienamente alla comunità beni recuperati alla criminalità organizzata, trasformandoli in nuove opportunità di sostegno, inclusione e autonomia. È questo il significato più concreto della cultura della legalità: non soltanto contrastare la criminalità, ma fare in modo che ciò che è stato sottratto alla collettività torni a generare valore per le persone, soprattutto per quelle che vivono situazioni di fragilità — ha commentato il Sindaco Gianmarco Cossandi —. Grazie alla collaborazione tra istituzioni, al lavoro degli uffici comunali e alla disponibilità delle realtà sociali coinvolte, oggi questi immobili diventano luoghi di accoglienza, di relazione e di costruzione di nuovi percorsi di vita. È un risultato che ci rende piuttosto orgogliosi, perché dimostra come la collaborazione tra istituzioni e Terzo settore possa tradurre un principio di legalità in risposte concrete ai bisogni della comunità. Ringrazio le realtà coinvolte per aver raccolto questa sfida e per le progettualità che si apprestano ad avviare. Restituire questi beni alla collettività significa affermare che la legalità non è soltanto un valore da difendere, ma una responsabilità da tradurre in azioni capaci di costruire una comunità più giusta, solidale e inclusiva».
«Con questi due immobili avremo la possibilità di ampliare ancora di più i servizi che mettiamo a disposizione delle persone più fragili della comunità – ha aggiunto l’Assessora ai Servizi Sociali Ombretta Pedercini –. Non possiamo che essere soddisfatti della conclusione di questo lungo e laborioso percorso, iniziato già dall’Amministrazione precedente, che ha un forte valore simbolico per Palazzolo e la nostra comunità».
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